Solo un piccolo aggiornamento. E’ passato un anno dallo scoppio ad Haiti dell’epidemia di colera, molto probabilmente importata dai caschi blu dell’Onu appartenenti al contingente nepalese della missione delle Nazioni Unite, la Minustah, e da allora se n’è parlato davvero poco.
In realtà s’è parlato poco anche delle generose donazioni e dei suoi (per ora) scarsissimi risultati per la vita della popolazione dopo il tragico terremoto del 12 gennaio 2010 che fece oltre 250mila vittime e un milione e mezzo di senza tetto.
Solo meno di un mese fa, dopo un’impasse durata tutta l’estate, Haiti ha scelto un Primo Ministro (in attesa ancora di approvazione da parte di una camera ma sembra quasi fatta…) che è stato indicato dal Presidente-Cantante Michel Martelly.
Oggi gli sfollati sono ancora più di 750mila e i soldi confluiti verso le agenzie dell’Onu, le oltre 10mila Ong presenti sull’isola e la commissione per la ricostruzione affidata a Bill Clinton in gran parte non sono stati elargiti, insomma non ci stanno e/o non si stanno usando…
Nell’ultima settimana c’è stata una nuova impennata nei casi trattati anche a causa della stagione delle piogge che non è ancora terminata, anzi, sta entrando nell’ultima fase, quella più dura, come segnala una responsabile regionale della Protezione civile haitiana, Guillaume Silvera. Ad oggi le vittime dell’epidemia sono 6500 e i casi registrati sfiorano i 500.000.
Info e alcuni reportage per non scordare Haiti sul sito dell’iniziativa http://www.haitiemergency.org/